Film Horror

Film horror: una definizione. Il genere horror rappresenta uno dei filoni cinematografici più longevi e radicati dello showbusiness, in relazione alla sua capacità di creare coinvolgimento da parte del pubblico facendo leva sulle sensazioni negative dell’animo umano come la paura, e il terrore.

Le trame in linea di principio argomentano per lo più il concetto di “ignoto” in senso lato, per questo è frequente la presenza di forze oscure, personaggi malefici, mostri o eventi sovrannaturali. Questi elementi, ovviamente, devono avere quasi sempre una relazione con il mondo reale e la vita quotidiana.

Il genere Horror affonda le sue radici praticamente in concomitanza con la nascita del cinema. George Méliès, a tal proposito, fu uno dei pionieri del tema grazie ai suoi cortometraggi risalenti addirittura agli ultimi anni dell’Ottocento: il suo Le manoir du diable (1896) è probabilmente  il primo film horror della storia, seguito da La caverne maudite del 1898.

Ma è il ventesimo secolo l’epoca della consacrazione del genere, che combacia con la prima comparsa di un essere “mostruoso” all’interno di una pellicola a lungo raggio: Quasimodo de Il gobbo di Notre Dame. Quasimodo apparirà in diversi film sul tema tra il 1906 e il 1923.

A livello geografico, la maggiore incidenza sulla cinematografia horror si ha grazie al contributo della Germania. Molti, infatti, furono i registi tedeschi a cimentarsi nella produzione di opere del terrore: da Wegener (Golem, 1915) a Robert Wiene (Il gabinetto del dottor Caligari, 1919) fino a Frederich Wilhem Murnau (suo il Nosferatu del 1922).

È evidente come gli orrori della prima guerra mondiale influenzassero in maniera determinante la poetica dei registi del tempo, aspetto – quello dell’incidenza negativa del mondo reale – di cui avremo riscontro anche in seguito in relazione a questo genere cinematografico.

La produzione hollywoodiana sul tema riprese diversi aspetti di queste pietre miliari, rifacendosi al Gobbo di Notre Dame sino al ben noto Il Fantasma dell’Opera del 1925.

Lo scatto evolutivo del genere, che getta le basi del futuro cinematografico horror così come lo conosciamo oggi, ebbe luogo negli anni Trenta, quando cominciano a fare la loro apparizione pellicole horror di grande impatto sul pubblico e caratterizzate dalla creazione di figure e situazioni ricorrenti nei film successivi.

Tra le case di produzione dell’epoca, vive ancora oggi, la Universal Picture gioca un ruolo determinante, portando sul grande schermo opere come Dracula e Frankenstein (1931) e L’uomo invisibile (1933). Non mancano attori che avrebbero dedicato l’intera professione a questo genere cinematografico, come Bela Lugosi e Boris Karloff.

Le principali fonti di ispirazione del cinema horror fino agli anni cinquanta sono tendenzialmente ereditate dalla letteratura, ma a partire dalla metà del secolo scorso vengono introdotti nuovi elementi del tutto inediti: è l’epoca della distorsione del reale verso il futuro, per dare vita cinematografica alle paure più profonde della società in pieno sviluppo. Fanno dunque la loro comparsa gli alieni, visti in modo negativo (invasori) e tendenti a modificare l’animo umano come nessun’altra figura filmica prima di loro.

Tali tematiche vanno lette ovviamente in chiave parzialmente propagandistica, contaminata cioè dalle problematiche reali dell’epoca come la temuta minaccia comunista e l’accelerazione improvvisa del progresso scientifico. Titoli in cima alla lista degli imperdibili: L’invasione degli Ultracorpi (1956), L’esperimento del Dottor K (1958) e Ultimatum alla terra (1951).

La fine degli anni Cinquanta coincide con la nascita di case di produzione cinematografica unicamente dedicate al genere Horror, come la Hammer Film Production o L’American International Pictures (AIP).

Dagli anni Sessanta ad oggi

Negli anni Sessanta a farla da padrone è l’aspetto psicologico delle paure umane, perfettamente interpretate da maestri come Alfred Hitchcock (Psycho, 1960) e Robert Aldrich (Che fine ha fatto Baby Jane?, 1962). In quest’epoca viene sancita una tematica che verrà esplorata in modo trasversale per tutti gli anni a venire: non si trattava più solo di mostri di fantasia, ma anche e soprattutto dei mostri nascosti dentro di noi, emersi a causa di patologie psicotiche e tendenze sadomasochistiche.

L’Horror Psicologico diventa un sottogenere di successo affiancato, nei decenni successivi, allo zombie-movie. Il cinema del terrore si allontana sempre più dalle ambientazioni gotiche per esplorare il mondo quotidiano della popolazione media. I film a tema zombie diventano un prodotto di grande successo anche per le piccole case cinematografiche dotate di basso budget: il B-Movie (film di serie B a basso budget) non è più soltanto una realtà, ma diventa Cult soprattutto tra i più giovani.

Ciò nonostante, pellicole come Suspance (1961) e The Haunting (1963), dense di mostri e atmosfere soprannaturali determinano una resistenza del tema nonostante l’ascesa di altri sottogeneri.

Registi Horror di maggior successo

La maggior parte dei registi di pellicole horror famose hanno basato le loro carriere concentrandosi principalmente sul genere di paura, pur talvolta cimentandosi in opere più trasversali. Uno su tutti è Wes Craven, autore principale della saga di Nightmare (1984), Scream (1996), Le colline hanno gli occhi (1977) e La casa nera (1991).

Oltre a lui, figure come Sam Raimi hanno determinato il successo imperituro del genere, riuscendo tra l’altro a fondere numerose tematiche orrorifiche rilette in chiave splatter: La casa (1981), L’armata delle tenebre (1992) e il più recente Drag me to Hell (2009) ne sono un esempio.

Alfred Hitchcock è senza dubbio il re dell’Horror psicologico, ove le paure e le psicosi umane sono declinate in tutte le loro forme. Anche Kubrik si cimenterà in opere trasversali, affidandosi, come molti altri dopo di lui, al genio dell’orrore di Stephen King. The Shining (1977) ne è la prova evidente.

In ultimo impossibile non citare John Carpenter, reo di aver creato uno dei personaggi più famosi nella cinematografia horror: Michael Myers. Carpenter firma capolavori come Essi vivono (1988), La cosa (1982), Il signore del male (1987), Il seme della follia (1984), Il villaggio dei dannati (1995) e Vampires (1998).

Per quanto riguarda il cinema horror italiano gli esempi più famosi sono Lucio Fulci, Mario Bava, Antonio Margheriti, Ruggero Deodato e, ovviamente, Dario Argento. Quest’ultimo dedica tutta la sua vita all’esplorazione della fusione fra realtà umana e presenze demoniache, alternandovi horror psicologici dalle atmosfere sinistre e facendo grande uso di colonne sonore ad alto tasso di suggestione. Suspiria (1977), Inferno (1980) e Phenomena (1985) sono solo alcuni esempi della vasta produzione del regista romano.

I migliori film horror

Il parco titoli del genere Horror è davvero vastissimo, fra i migliori film horror più famosi non ancora citati vale la pena ricordare Il bacio della pantera (1942) di Jacques Tourneur, ma anche Rosemary’s baby – Nastro rosso a New York (1968) di Roman Polanski. Impossibile non citare L’esorcista (1973) di William Friedkin e Carrie – Lo sguardo di Satana (1976) di Brian De Palma.

Come detto le pellicole accolte da un enorme successo di pubblico e critica determinarono tutta la produzione successiva, come negli ultimi trent’anni testimoniano opere quali Dracula di Bram Stoker (1992) di Francis Ford Coppola e Il sesto senso di M. Night Shyamalan.

Seguendo una media delle classifiche dei principali portali sul genere Horror, spicca Il Presagio (1976) conosciuto anche in Italia col titolo originale The Omen di Richard Donner, un film denso di profezie bibliche e presagi demoniaci: il protagonista, un bambino di nome Damien, si rivelerà essere in realtà il figlio del Diavolo, dunque l’antiCristo in persona. La tematica dell’anticristo determina una pietra miliare nel genere horror, non stupisce dunque che al secondo posto in apprezzamento vi sia proprio il già citato L’esorcista, pellicola che terrorizzò l’opinione pubblica in tutto il globo fino a generare ampie proteste da parte della critica cinematografica…

Merita menzione il grande Non aprite quella porta (The Texas Chain Saw Massacre) del 1974 diretto da Tobe Hooper, che introduce un personaggio amatissimo per i fan del genere, quello di Leatherface, uno dei più famosi serial killer del cinema.

A ridosso delle produzioni più recenti si piazza la saga di Alien, il cui primo film del 1979 è diretto nientemeno che da Ridley Scott. Una grande Sigurney Weaver introduce il pubblico al terribile Xenomorfo, il mostro alieno destinato a terrorizzare intere generazioni sino ai sequel più recenti.

Gli anni duemila ci consegnano opere di indiscusso valore come The Ring (1998) che sancisce tra l’altro l’enorme espansione del cinema horror esplorato da grandi maestri orientali del genere.

In contemporanea passano alla storia film di enorme successo planetario nonostante i budget limitati, come The Blair Witch Project e la saga di Paranormal Activity.

“Alien” è l’ultimo della prima cinquina. A metà strada tra un horror e un film di fantascienza, il film del 1979 è considerato uno dei più grandi capolavori di Ridley Scott. Lo Xenomorfo creato da Hans Ruedi Giger e dall’italiano Carlo Rambaldi ha letteralmente terrorizzato intere generazioni.

Citazione a parte per Saw – L’enigmista: l’epopea nata nel 2004 grazie al regista James Wan si apre con la famosissima scena della stanza illuminata a neon, in cui due uomini legati devono riuscire a sopravvivere cimentandosi in terribili giochi al massacro. La saga di Saw è rappresentanta dall’iconico JigSaw, pupazzo “animato” che cela le inquietanti trappole del suo creatore ai danni di vittime spesso incolpevoli, che tuttavia rivelano un intento “educativo” per la società. La critica sociale e l’aspetto educativo sono elementi di grande impatto verso il pubblico, facendo parte di una psicologia propria di molti terroristi e serial killer della vita reale.

Tra i migliori film horror bisogna citare anche: It follows (2014) di David Robert Mitchell, Wolf Creek, pellicola di Greg McLean del 2005, “NightmareDal profondo della notte”, primo film della saga di Freddy Krueger diretto da Wes Craven nel 1984 e“The orphanage” (2007).

Tra i più recenti spiccano “film di paura” di grande successo come Amityville, IT (di cui è in corso di lavorazione la seconda parte del newquel), la bambola Annabelle del 2014 (che ricalca in parte temi di forte impatto già visti nello storico La Bambola Assassina del 1988), la nuova versione di Non aprite quella porta e l’inquietante The Others (2001) con protagonista una meravigliosa Nicole Kidman.

Attori di film horror

Gli interpreti del genere horror più famosi sono numerosissimi, molti dei quali hanno dato vita a personaggi iconici di questo filone cinematografico. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, non si tratta di attori che hanno dedicato la loro intera carriera a questo genere: non è raro infatti leggere interviste in cui viene più volte ribadito quanto interpretare un personaggio in un film di terrore sia un’esperienza profonda, complessa e fortemente interiorizzata. Il personaggio horror, a differenza di altri generi di pellicola, ha il fardello infatti di veicolare verso lo spettatore il suo lato più inquietante, creando così quell’empatia in cui sia possibile identificarsi con le atmosfere di suspance e di terrore tipiche di questo genere.

L’aspetto forse più curioso, tuttavia, è che molti fra gli attori più conosciuti oggi hanno esordito proprio lavorando in film di paura.

Non tutti sanno che Johnny Depp, icona del cinema hollywoodiano, fece i propri esordi proprio con un film horror: Nightmare – Dal profondo della notte (1984), diretto dal già citato maestro Craven.

Anche John Travolta, la stella di pellicole come Pulp Fiction e La febbre del sabato sera, ha iniziato la sua carriera passando per il cinema orrorifico: è infatti il giovane Danny, nel film Il Maligno diretto nel 1975 da Robert Fuest.

Lo stesso vale per Julianne Moore. Il premio Oscar celebre in tutto il mondo per pellicole impegnate e spesso incredibilmente coinvolgenti (basti pensare a Hannibal, Still Alice, Lontano dal Paradiso e I figli degli uomini) ha dato il via alla sua carriera nel 1980 recitando in I delitti del gatto nero, film horror con John Harrison alla regia.

In ultimo, in questa speciale classifica di “esordienti”, merita menzione Tom Hanks, che sotto la direzione di Armand Matroianni recitò in “He Knows You’re Alone”, film del 1980 mai distribuito in Italia.

Segue un breve elenco di interpreti più o meno ricorrenti nel cinema horror di ieri e di oggi:

John Jarratt protagonista di Wolf Creek (2005) e Wolf Creek 2 (2013), la splendida Neve Campbell presente in tutta la saga di Scream, Sara Paxton  protagonista de L’ultima casa a sinistra (2009), Shark Night – Il lago del terrore (2011), The Innkeepers (2011) e la già citata Sigourney Weaver che interpreta Ellen Ripley nella saga di Alien.

Anche Sean Bean ha dato il suo contributo al genere horror recitando in The Hitcher (2007), così come la dolce e romantica Renee Zellweger, che possiamo ammirare in una nuova veste in Case 39 (2009).

Figlia d’arte, Asia Argento prende parte al lavoro del padre Dario Argento in Dracula 3D (2012) ma recita anche in La terra dei morti viventi (2005) del grande George Romero.

Infine, impossibile non concludere con Jack Nicholson: The Shining è una delle pellicole dell’orrore più famose della storia principalmente per il suo incredibile contributo attoriale.

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