Film Drammatici

Film drammatici: una definizione. La tradizione dei film drammatici, nel mondo, rappresenta probabilmente il filone più ricco di titoli di tutta la storia del cinema. La natura trasversale del genere, che tocca temi diversi pur rimanendo fedele alle caratteristiche di base del plot narrativo drammatico, negli anni ci hanno consentito di apprezzare alcune tra le pellicole migliori mai realizzate nella settima arte.

Quello drammatico è per definizione un film incentrato sullo sviluppo e l’evoluzione dei singoli personaggi, esplorando gli aspetti di interazione fra di essi e concentrandosi su tutti gli elementi che generano un impatto emotivo forte nello spettatore.

La definizione stessa di film drammatico è molto articolata e non è possibile circoscriverla a pochi fattori specifici. Quello che è possibile fare è stilare una piccola lista di caratteristiche base di un film definibile come drammatico: i toni delle conversazioni e del contesto narrativo assumono sempre connotazioni seriose condite da problematiche di varia natura, a differenza dei toni leggeri utilizzati, per esempio, nei film commedia o i film comici.

Generalmente i sentimenti hanno un ruolo chiave nelle vicende, soprattutto in una chiave di lettura complessa o negativa, tuttavia non devono mai eccedere come nel caso del melodramma cinematografico o teatrale.

Anche l’azione, così come le atmosfere di suspance, non possono essere predominanti in qualsiasi film drammatico, a meno di pellicole ibride che, principalmente per comodità, vengono definite “drama”.

L’identificazione dello spettatore è una ricerca costante all’interno di qualsiasi film drammatico, o quantomeno rappresenta il principale obiettivo di qualsiasi pellicola del genere.

Infine, il dramma è la tipologia di pellicola che più di tutte ammette l’assenza di un lieto fine, detto happy ending in inglese. Laddove la scelta del finale positivo è frutto principalmente delle tendenze sociali del periodo storico (a cui il cinema, inevitabilmente, si adegua), nel caso del film drammatico il finale razionale, non forzato e tendenzialmente negativo è un’esigenza naturale, la logica conseguenza di piccole e grandi tragedie raccontate che non necessitano di una risoluzione autoconclusiva.

Questo è uno dei fattori per cui questo genere di film è universalmente apprezzato dagli amanti genere e del realismo in particolare.

Cenni storici e grandi film del passato

Il cinema muto presentava già i tratti distintivi che avrebbero poi codificato le caratteristiche di questo genere: David Wark Griffith (Nascita di una nazione, Intolerance) e Friedrich Wilhelm Murnau (Aurora) furono dei precursori in tal senso.

Tuttavia il vero spartiacque del filone drammatico è rappresentato dal kolossal Via col Vento (Victor Fleming, 1939) che oltre a segnare un’epoca contribuì a tracciare le basi della filmografia drammatica degli anni successivi. E infatti furono gli anni Quaranta e Cinquanta ad essere padroni del genere, principalmente grazie alle opere di John Ford (Furore, Com’era verde la mia valle), William Wyler (La signora Miniver, I migliori anni della nostra vita), Billy Wilder (Giorni perduti, Viale del tramonto), Elia Kazan (Barriera invisibile, Un tram che si chiama desiderio, Fronte del porto) e George Stevens (Un posto al sole, Il gigante).

Senza contare veri e propri capolavori come Quarto potere di Orson WellesCasablanca di Michael CurtizEva contro Eva di Joseph L. MankiewiczDa qui all’eternità di Fred Zinnemann.

Gli anni Sessanta sono sostanzialmente divisi in due fasi, quella de Vincitori e vinti, Il buio oltre la siepe e il kolossal Il dottor Zivago di David Lean prima, e Chi ha paura di Virginia Woolf? nel periodo direttamente successivo. Non si tratta di una semplice divisione logistica, ma di un modo di affrontare il film drammatico con un approccio completamente diverso: con il finire degli anni Sessanta alcuni buoni sentimenti e la naturale propensione al lieto fine vengono abbandonati a favore di uno sguardo più intimista verso l’animo e i sentimenti umani, una nuova complessità capace di dare completezza a un dramma fino a quel momento esplorato soltanto a metà.

Film drammatici recenti da segnalare

Con l’avvento del “nuovo drammatico” la produzione di pellicole in tema si incrementa notevolmente, donandoci vere pietre miliari del genere: da Arancia Meccanica di Kubrik a tutta la saga del Padrino, da Qualcuno volò sul nido del cuculo a Quinto Potere, fino a Nashville, Tutti gli uomini del presidente e Taxi driver.

Negli anni ebbe grande sviluppo anche il melodramma familiare, con pellicole quali Rocky, Amadeus, La mia Africa, Rain man, Forrest Gump, Il paziente inglese ed il fortunatissimo kolossal Titanic, ma anche film drammatici più recenti come American beauty, A beautiful mind, Il pianista e The millionaire.

Il filone “gangster-movie”, aperto ufficialmente con Il Padrino, si ricava una fetta importante di mercato grazie a film di enorme successo come C’era una volta in America, Quei bravi ragazzi, Casino e recentemente Blow e Pablo Escobar (due film-icona del genere, grazie soprattutto alle magistrali interpretazioni di Johnny Depp e Benicio del Toro).

Johnny Depp vanta una lunga tradizione nei film drammatici, di lui ricordiamo anche Secret Window, Donnie Brasco e il cult Edward mani di forbice.

Tra i titoli degni di nota degli ultimi dieci anni troviamo invece: Il Passato (2013),  Room (2015), Carol (2015), Il Caso Spotlight (2015), Drive (2011),  Whiplash (2014) , Il cigno nero (2014) e il recentissimo Dunkirk (2017), dramma bellico che racconta la storia dell’evacuazione di Dunquerque, impresa titanica ad opera della marina militare britannica che salvò la vita a più di 330.000 persone, proprio mentre le forze alleate fronteggiavano il pericolo tedesco che li accerchiava nelle fasi più calde della Seconda Guerra Mondiale.  Dunkirk è una testimonianza diretta di come pellicole apparentemente “avventurose” o d’azione rivelino il loro lato più intimista e sentimentale proprio facendo leva sugli aspetti più coinvolgenti con cui il pubblico empatizza: la sofferenza e il dolore. Aspetti che trovano terreno fertile proprio nel film drammatico per antonomasia.

Film drammatici italiani

Il dramma italiano vanta una lunga tradizione, con slanci che hanno permesso alla scuola nostrana di creare un vero e proprio stile riconoscibile in tutto il mondo: il neorealismo.

Ad affermare il sottogenere drammatico fu Roberto Rossellini, le cui pellicole sono tuttora miti cinematografici internazionali: Roma città aperta, Paisà, Germania anno zero. Senza dimenticare, Rossellini a parte,  Sciuscià (1946), Ladri di biciclette (1948) e  Umberto D. (1952) tutti diretti da Vittorio De Sica.

Il film drammatico italiano annovera fra i suoi interpreti più famosi anche il regista Federico Fellini (La strada, La dolce vita, 8½) che integrò ai tratti drammatici elementi squisitamente onirici, circensi e fantasiosi. Nell’epoca recente da segnalare alcune importanti opere di Ozpetek (La finestra di fronte, Saturno Contro, Le fate ignoranti), così come Perfetti Sconosciuti e Non essere Cattivo.

Anche Nanni Moretti ha contribuito molto alla causa drammatica, pur restando fedele a poetiche borderline, al limite tra la satira politica e la commedia.

Altri titoli:  Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci  Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe TornatoreLa vita è bella di Roberto BenigniA.C.A.B. di Stefano Sollima. Il film drammatico a tema criminalità organizzata è presente anche nei film Romanzo Criminale, Gomorra, VallanzascaGli angeli del male e Suburra.

Attori di film drammatici

Stilare una classifica di attori di film drammatici è quasi impossibile in virtù della grande scelta a disposizione, certo è che alcuni interpreti più di altri hanno dedicato quasi tutta la loro carriera a ruoli dalle tinte fortemente drammatiche: Robin Williams ne è un esempio, ma come lui Tom Hanks, Russell Crowe, Marlon Brando, Robert de Niro, Al Pacino  e Leonardo di Caprio. Quest’ultimo, vero attore-feticcio del regista Martin Scorsese (pur avendo lavorato con moltissimi autori) ci permette di segnalare titoli drammatici come Inception, Shutter Island, Il grande Gatsby, Titanic, J Edgar, The Aviator, Romeo + Juliet, Gangs of New York e molti altri.

Tra le donne, spiccano attrici come Meg Ryan, Sigurney Weaver, Susan Sarandon, Michelle Pfeiffer, e Jodie Foster (indimenticabile insieme a un altro pilastro del genere, Anthony Hopkins, ne Il silenzio degli innocenti)

Registi di film drammatici

Alcuni probabilmente sono stati già citati in precedenza, tra i principali registi di film drammatici a livello internazionale troviamo Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, e David Lynch. Riguardo a Lynch è opportuno fare una disamina più approfondita:

I film drammatici di David Lynch sono generalmente molto particolari e unici nel loro genere: le atmosfere inquietanti e mai banali della poetica del regista statunitense si sposano con sequenze spesso inquietanti e dense di elementi onirici (ereditati dalla cinematografia felliniana) contaminati da sfumature al limite del surrealista.

Ciò consente ai film di Lynch di collocarsi per diritto nel cosiddetto “cinema d’autore”, le cui pellicole più rappresentative, non è un caso, sono per lo più film drammatici.

Sempre nel filone più puro del genere, impossibile non menzionare Steven Spielberg (Il colore viola, Schindler’s list), Oliver Stone (Nato il quattro luglio) e Clint Eastwood (Mystic River, Million dollar baby).

Tra gli italiani non ancora citati è bene ricordare l’operato di un artista senza tempo: Luchino Visconti. Il film drammatico da lui rappresentato vive le fasi tipiche del periodo della seconda guerra mondiale, pur gettando le basi di poetiche vive ancora oggi nelle pellicole più recenti. Da La terra trema del 1948 e Bellissima del 1961 (opere fortemente influenzate dalle vicende belliche che hanno visto protagonista l’Italia del tempo) a pellicole più melodrammatiche come Rocco e i suoi fratelli (1960), Il Gattopardo (1963) e Morte a Venezia (1971).

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